Sideritis, il “tè” dei pastori

Abbiamo avuto l’occasione di assaggiare il çaj mali in Albania, durante una piacevole vacanza estiva: veniva venduto agli angoli delle strade,  anche le più impervie e solitarie, da ragazzini scalzi e donne anziane.

Sideritis, o stregonia siciliana, il tè dei pastori

Meglio conosciuto come tè greco o tè di montagna, non è un tè, ma una pianta chiamata sideritis nativa del bacino mediterraneo orientale.

Il nome deriva dalla parola greca “sideros”, ferro; la pianta infatti veniva utilizzata per le ferite causate in guerra dalle armi in ferro. In lingua inglese è conosciuta come “tè dei pastori” a indicare come cresca in alta montagna, indicativamente sopra i 1500 metri.

La sideritis (anche detta stregonia siciliana) è sempre stata utilizzata come tisana nei paesi che si affacciano sul Mediterraneo meridionale e nei Balcani.

Pare che Dioscoride, medico e botanico in servizio presso l’esercito romano ai tempi di Claudio e Nerone, consigliasse la tisana di “tè di montagna” ai soldati come un rigenerante, per aiutarli a guarire più velocemente e meglio.  A Creta, sotto il dominio veneziano, la sideritis guadagnò un altro nome, Malotira, ovvero che aiuta a tirare fuori la malattia.

La sideritis è un piacevole rimedio per il mal di gola e per i raffreddori, e in generale un valido aiuto per le affezioni del sistema respiratorio per le sue proprietà lenitive.

E’ anche ottima cura per i malanni del tratto digerente.

Queste azioni, conosciute fin dall’antichità, sono state confermate da recenti studi scientifici, insieme alla sua lieve azione ansiolitica e alle sue proprietà antinfiammatorie.

Sideritis
Sideritis

La pianta viene raccolta e fatta essiccare a mazzi e si prepara utilizzando fusto, foglie e fiori, come per una normale tisana. L’infuso ambrato ha un piacevole sapore fresco e dolce, quasi di tiglio, con note balsamiche.

Non resta che provarla: si trova in vendita sia intera che macinata.

Scritto da Ezio, Donata e Ombretta bevendo sideritis, ottima per affrontare il gelo e i raffreddori di questo inizio d’anno.