Lu Yu

La festa d’autunno di Camellia si è aperta con una lettura del “Canone del tè” di Lu Yu da parte dell’amico Noris Pella. Lettura intensa e partecipata nella sala inondata di sole.

Lu Yu fu un personaggio atipico, vissuto in Cina tra il 733 e l’804, la cui vita unisce più vite: trovatello adottato da un monaco, attore girovago per fuggire al rigore del monastero, letterato e poeta, confidente di potenti e studiosi, poi eremita. Una figura che sconfina nella mitologia.
Nel suo “Canone del tè” fissa con accuratezza il costume contemporaneo di preparazione e consumo del tè, trattandone tutti gli aspetti, dalla coltivazione agli strumenti, alcuni in uso ancora ora!

Pagina da 'Il canone del tè'
Pagina da ‘Il canone del tè’

I brani scelti da Noris Pella ci hanno ricordato come l’essenza del tè non sia da ricercare negli elementi di contorno, facili da perfezionare: il luogo, oppure l’abbigliamento, anche se quella è la tentazione dell’uomo comune. La perfezione sta invece nella ricerca e nella cura del particolare. Lu Yu elenca le difficoltà del tè, nove in tutto.

Prima fra tutte è la lavorazione, da effettuare nei giusti momenti della giornata, non di notte, e con il giusto clima, sereno e non nuvoloso. Seconda, la selezione: dice Lu Yu che non è masticando le foglie e annusandole che si capisce la qualità. (forse preparando il tè? ;))
Terza, gli strumenti devono essere puliti e in ordine, non sapere di rancido – e noi aggiungeremmo che non devono ricordare gli aromi dei precedenti tè!
Quarto, il combustibile non deve essere legno resinoso dal fumo molto aromatico o comune carbone da cucina.
Quinto, l’acqua non deve essere stagnante o turbolenta (l’acqua può riservare tante sorprese in merito al sapore del tè!)
Sesto e settimo, l’abbrustolimento del tè e la polverizzazione devono essere condotti in modo sapiente e omogeneo.
Ottavo, la preparazione deve richiedere il giusto tempo, il gesto deve essere preciso e curato.
Nono, la degustazione ha le sue regole: bere il tè d’estate e sospenderne l’uso d’inverno non è il modo migliore per degustarlo!

Ascoltando le parole di Lu Yu dalla voce dell’amico Noris Pella, con cui condividiamo sentimenti e passioni e le radici nelle colline di Langa, non possiamo non pensare alle nostre vigne, alle giornate in cantina, ai gesti lenti e sicuri di chi ripete una pratica affinata nei secoli.

Molto tempo è passato dalla dinastia Tang, i ritmi di vita sono cambiati, ma ancora possiamo trarre insegnamento dallo stile rigoroso di Lu Yu, non solo nella preparazione del tè.
Forse anche voi avete una passione nel cuore, a cui vi dedicate con lo spirito di Lu Yu. Condividetela con noi!

Scritto da Donata bevendo Pai Mu Tan, tè bianco cinese.