Il tè in India e la leggenda di Bodhidharma

Nonostante l’India sia strettamente legata al tè – è un paese sia produttore sia consumatore – ci sono giunte pochissime notizie sull’utilizzo del tè nei tempi antichi.

Troviamo un primo indizio sul consumo di tè nel Ramayana, poema epico indiano di datazione incerta, tra il 500 e il 750 a.C.

Non si hanno altre notizie sino alla comparsa di Bodhidharma, figura sospesa tra storia e mitologia. Monaco buddista, di nazionalità incerta, vissuto probabilmente tra il V e il VI secolo d.C., è venerato come patriarca in Cina, avendo avuto profonda influenza sulla diffusione della corrente di buddismo chan -o zen-.

La leggenda di Bodhidharma

La leggenda narra che, per provare a se stesso di essere all’altezza di praticare l’insegnamento del Buddismo, giurò di rimanere sveglio durante i nove anni del suo viaggio in Cina. Tuttavia, il terzo anno cadde addormentato. Risvegliatosi, avvilito per la sua debolezza, inciampò casualmente in un albero selvatico, raccolse alcune foglie e le masticò. La forza e il vigore donatagli dalle foglie lo aiutò a superare il momento di difficoltà e gli permise di rimanere sveglio per i rimanenti sei anni del suo viaggio.

Ovviamente l’albero selvatico era una pianta di tè!

Un’altra leggenda di Bodhidharma

Un’altra versione narra che un giorno Bodhidharma volle iniziare una lunga meditazione sul Buddha. Verso la fine del 7° anno ebbe un cedimento e si assopì. Al risveglio, disperato dal fallimento, decise di asportarsi le palpebre, perché non cedessero nuovamente alla tentazione di chiudersi, e le gettò a terra.

Buddha fece nascere delle piante nel punto in cui le palpebre caddero. Piante le cui foglie a forma di palpebra offrivano a chi meditava l’energia per allontanare il sonno. In questo modo Bodhidharma scoprì la pianta del tè.

Queste leggende, così come quelle cinesi di cui abbiamo parlato qui, pongono l’accento sia sulle proprietà benefiche e curative del tè, sia sullo status particolare di questa pianta, la cui conoscenza ci è stata rivelata da personaggi di spiccata spiritualità. Ancora oggi l’esperienza di una tazza di tè riesce a toccare corde profonde che vanno oltre il puro piacere dei sensi!

Scritto da Donata e Ombretta bevendo Assam Second Flush SFTGFOP1 Superior Type del giardino Hattiali.